domenica 18 marzo 2012

Cuore a sinistra, portafoglio a destra



Sono famose le lacrime di Jong Tae Se il calciatore nord coreano che non trattenendo l'emozione per essere presente ai mondiali del Sudafrica 2010 al momento dell'inno nazionale scoppiò in un pianto in mondovisione.
Ma il caso Tae Se è particolare però per altri motivi; è il miglior giocatore nord coreano, è riuscito ad entrare in una squadra di prima divisione del campionato tedesco, è una star in Corea del Nord, è fiero sostenitore politico della propria nazione, tanto che nelle sue numerose interviste ripete di sentirsi un po' come un ambasciatore del proprio paese nel mondo, tanti onori insomma.
Ma ciliegina sulla torta è che non ci sono oneri, Tese sostiene la Corea del Nord ma in Corea non ci ha mai vissuto e ci mette piede solo saltuariamente. E' nato e cresciuto in Giappone, la sua carriera calcistica si è divisa tra Giappone e Germania dove risiede attualmente, non è sottoposto ad alcuna restrizione imposta ai suoi compagni, può parlare tranquillamente con la stampa, può giocare in ogni squadra che lo richiede senza alcuna approvazione del governo di Pyonyang, non è sottoposto alle possibili privazioni della vita quotidiana in nord corea. Cittadino con passaporto nord coreano e di fede nord coreana; ma vive in occidente con uno stipendio da occidentale e una vita più che dignitosa, difficile da paragonare a quella di un operaio o contadino suddito del Supremo Leader.
Ma non è la retorica spicciola che interessa infondo pure i politici comunisti di casa nostra sognano il paradiso nord coreano o cubano (Rizzo?) ma non prendono mai la decisione tanto saggia di trasferirsi con armi e bagagli nel loro eldorado.
La domanda che mi preme fare è: va bene i genitori di Tase sono coreani; ma è possibile che uno nato e cresciuto in un paese capitalista si possa innamorare di uno stato comunista e totalitario come la Corea del Nord? Si è possibile!
Per capirlo occorre sapere che il Partito dei Lavoratori tra gli emigrati coreani in Giappone ha organizzato delle vere e proprie enclave, piccoli sobborghi con i propri centri ricreativi, il proprio giornale, la propria sezione, la propria scuola, insomma la propria chiesa.
Un ragazzo che finisce in questo stile di vita è sottoposto a un vero e proprio lavaggio del cervello dal punto di vista ideologico, studia sui testi di storia scritti dal partito, gli viene inculcata l'ideologia Juche, vive all'interno di una vera e propria sezione del partito dei lavoratori. 
Insomma unisce la fede a sinistra, con il portafoglio a destra. Mantiene il suo credo nel Grande Leader in un paese che gli permette di beneficiare di tutti i lussi e libertà di pensiero, di espressione e di movimento, tipiche di un paese occidentale.
La Tv australiana ha fatto questo vecchio servizio sulla sezione del Partito dei Lavoratori a Tokyo nome dell'associazione Chongryon, visitando la scuola superiore in cui studiava Tase, nel quale ci fornisce un'idea generale della comunità nordcoreana.
 

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